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martedì 20 febbraio 2018

RECENTI RICERCHE SUGLI ARCHIVI PARROCCHIALI DI FARRA DI SOLIGO CONFERMANO IL PASAGGIO DI HITLER A SOLIGO (TREVISO) NEL 1918 DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

HITLER NELLA PRIMA GRANDE GUERRA MONDIALE - 1915-1918 -

 GIUNSE A SOLIGO -TREVISO- "NUOVE PROVE"


 

Sopra a sinistra la recente pubblicazione dell’artista e ricercatore storico Lucio Tarzariol, a fianco il libro dei morti della parrocchia di Farra di Soligo.

Ricerche a cura di Lucio Tarzariol

Dai registri parrocchiali di morte di Soligo risulta  che nessun solighese registrato dal parroco mons. Giovanni Pasin è morto per fame stenti ed inedia, come invece viene dichiarato dall’arciprete don Desiderio Calderer nei registri di Farra di Soligo.  Come mai questa differenza tra i due paesi vicini dello stesso comune? Questo fa pensare e se ne deduce facilmente l’attendibilità, che mons. Pasin, unica autorità presente a Soligo come amministratore dell’ospedale Bon Bozzolla, a cui gli austroungarici assicuravano cibo in quantità secondo la loro “propaganda benefica e pacifica” a favore dei bisognosi,  abbia potuto usufruire a beneficio dei parrocchiani, delle derrate alimentari che giungevano all’Ospedale Bon Bozzolla tramite la collaborazione di Adolf Hitler e di coloro che le custodivano come dichiarato dallo stesso monsignore durante tutto l’ “an de la fan”.

Mons.Giovanni Pasin che scoprì il caporale Adolf Hitler appartato con una giovane donna che lui stesso conosceva dalla quale avrebbe avuto un figlio e non denunciando il fatto ai superiori austroungarici, riuscì a far cambiare per questo l’atteggiamento del caporale che da quel giorno mai più gli avrebbe negato il cibo richiesto. Possiamo immaginare comunque che pur mantenendo rapporti epistolari come dichiarò in tarda età, con Adolf Hitler  anche finita la Grande Guerra, mons. Pasin per avere salva la vita, dovette distruggere poi tali prove scomode, lettere e quant’altro, per non essere tacciato di  favoreggiamento e collaborazionismo con la dittatura Nazista durante il terribile periodo della Seconda Guerra Mondiale e doverne subire le gravi conseguenze da parte di chi lo avesse trovato in possesso di tal materiale molto compromettente. Solo negli anni del dopoguerra, più tardi, a scanso di equivoci, mons. Giovanni Pasin, molto anziano,  potè esternare la sua testimonianza diretta su quanto aveva fatto per salvare Soligo dalla morte per fame e riferire dei suoi contatti col caporale Adolf Hitler che purtroppo, pur avendo fatto la foto ricordo con lui appoggiato con altri soldati, tra cui Hermann Hess, sul muro attorno al piazzale della chiesa di Soligo, si rivelò il diabolico criminale dello sterminio della shoah, il terribile e nefasto dittatore nazista.

“A Farra di Soligo sono morte 150 persone e molte dichiarazioni, rivelano molti morti di fame, mentre a Soligo sono morte solo 23 persone per esplosioni di granate ecc. e nessuno per fame, Chiediamoci il perché?. Specifiche disponibili nel libro di Lucio Tarzariol: Il Figlio segreto di Hitler in Italia”.
Testo disponibile in e book


domenica 18 febbraio 2018

Gruppo di ricercatori cinesi scopre un’antica Caverna Extraterrestre al confine tra Cina e Tibet


Gli scettici :"sono alberi fossilizzati".

Il negare l'evidenza è una delle "qualità" che dipende dal saper mentire a se stessi, ed autoconvincersi che le proprie menzogne corrispondano al vero.




Opere di LUCIO TARZARIOL




Gruppo di ricercatori cinesi scopre un’antica Caverna Extraterrestre al confine tra Cina e Tibet. Tredici anni fa, un gruppo di ricercatori cinesi ha individuato ed esplorato un’antica grotta così insolita che un’ipotesi extraterrestre è stata prontamente presa in considerazione. Le affascinanti rovine sono state scoperte nella remota natura selvaggia che costituisce la maggior parte dell’incrocio tra la provincia cinese di Qinghai e la prefettura autonoma tibetana. Nel corso della storia, raramente gli umani si sono stabiliti in questa zona aspra e inospitale. Solo occasionalmente i mandriani migranti attraversano le regioni montuose a nord. Nella zona non sono presenti impianti industriali, né tanto meno i resti di civiltà con capacità avanzate di lavorazione dei metalli.
 
Nonostante questo, in cima a un costone roccioso chiamato Monte Baigong si trova una rovina a forma di piramide con tre ingressi triangolari. Due di loro sono crollati, ma il rimanente conduce in una caverna scavata artificialmente che penetra nel cuore della montagna. Incorporate nelle pareti e nel pavimento della caverna vi sono centinaia di antichi tubi metallici, disposti in quella che sembra essere stata una sofisticata rete per scopi e origini sconosciute.

  
I tubi arrugginiti vanno da un diametro di uno stuzzicadenti a 1,5 piedi di diametro e collegano la grotta al vicino Toson Hu, un lago di acqua salata a 300 piedi di distanza. Sulla riva settentrionale del Lago di Toson, l’erosione ha esposto centinaia di questi dotti arcaici. Questo dettaglio ha portato i ricercatori a credere che chiunque abbia costruito le tubature lo ha usato come sistema di drenaggio o come sistema per pompare acqua salata dal lago
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Sconcertati dalla complessità della rete di tubi, i ricercatori hanno prelevato campioni di strani tubi metallici per effettuare le analisi presso l’Istituto di Geologia di Pechino. Dopo le analisi i ricercatori hanno avuto la loro più grande sorpresa.
Facendo uso di un processo chiamato datazione termoluminescenza, gli scienziati sono stati in grado di analizzare la struttura cristallina dei tubi e hanno determinato che erano stati sottoposti a calore estremo circa 140-150.000 anni fa. In altre parole, i tubi erano stati fusi molto prima che gli umani iniziassero a dilettarsi nella lavorazione dei metalli. Una civiltà avanzata che costruisce strutture complesse 145.000 mila anni prima di noi? L’unica risposta sarebbe quella che queste strutture potrebbero essere aliene.

 L’analisi chimica ha rivelato anche dettagli più strani. I tubi erano stati fusi usando una strana lega composta al 92% da metalli comuni e minerali come l’ossido di ferro, il biossido di silicio e l’ossido di calcio, ma conteneva anche l’8% di materiali sconosciuti. Questo aspetto intrigante ha spianato la strada all’ipotesi extraterrestre. Incapace di identificare l’8% esotico, i ricercatori si sono rivolti ai costituenti rimanenti e hanno scoperto un altro aspetto sconcertante: i tubi contenevano una percentuale di silice specifica di Marte. La notizia è caduta come una bomba, la storia è diventata rapidamente virale e la gente ha iniziato a flirtare sul Monte Baigong per vedere gli artefatti anomali. Hanno anche eretto un monumento con una parabola satellitare sopra, un riferimento diretto agli sforzi per contattare le civiltà extraterrestri. 


Di conseguenza, il governo cinese ha chiuso l’area e ha inviato guardie all’ingresso della grotta. Questo atteggiamento è altamente sospetto, per non dire altro. Gli scettici dicono che i tubi di Baigong non sono altro che radici di alberi fossilizzate che in qualche modo si sono depositati nei sedimenti, indurendosi nel corso degli anni e che alla fine sono diventati le strutture insolite che hanno messo in crisi tutti. Se questo è il caso, perché dovrebbero intervenire le autorità e far sorvegliare il sito dai militari? Perchè le analisi confermano il contrario, che si tratta appunto di materiale alieno e non cortecce o radici di alberi?

Questa situazione portò i teorici della cospirazione a credere che il Monte Baigong fosse una volta visitato da una razza extraterrestre avanzata, probabilmente originaria da Marte. Per qualche ragione, costruirono una piramide artificiale sulla cima della montagna, ospitando quello che sembra essere stato un laboratorio. Questa teoria è intrigante per una serie di ragioni.
 L’intera area che circonda la montagna è costituita da ampie distese di terreno pianeggiante che sarebbero state un sito di atterraggio ideale per grandi astronavi. La cima della montagna rappresenta un punto di osservazione perfetto che si potrebbe usare per sorvegliare atterraggi e decolli.

Recentemente, esplorazioni minerarie hanno mostrato che l’area contiene vari giacimenti di minerali. Qualsiasi civiltà industriosa, non importa quanto avanzata, potrebbe vedere l’utilità di estrarre e gestire queste risorse. Per fare ciò, avrebbero avuto bisogno di un certo tipo di fonte di energia ed è qui che lo scopo dei tubi potrebbe diventare ovvio. Gli scienziati cinesi si chiedevano perché le tubature andassero in acqua salata quando un altro lago d’acqua dolce era ancora più vicino alla piramide. Perché la necessità di acqua contenente una percentuale maggiore di cloruro di sodio? Esaminiamo alcune delle nostre attività e forse possiamo trovare una risposta.  La chimica moderna e la produzione fanno uso di un processo chiamato elettrolisi, che fondamentalmente richiede il passaggio di una corrente elettrica attraverso una soluzione o una sostanza fusa. 

Ciò innesca una reazione chimica che consente la separazione dei materiali. Quando l’acqua subisce l’elettrolisi, si scompone in idrogeno e ossigeno, ma funziona solo quando si usa acqua salata. E vale la pena notare che una miscela di idrogeno liquido e ossigeno liquido è comunemente usata come combustibile per razzi. Qualunque sia la verità dietro a questa sconcertante scoperta, una cosa è certa: non sembra adattarsi a nessuno dei nostri libri di testo tradizionali.

   
  

sabato 17 febbraio 2018

INDIA, archeologi chiedono aiuto alla NASA per studiare antiche incisioni rupestri che rappresentano gli UFO!!

La NASA ha deciso di aiutare gli archeologi dell’India a indagare su dipinti di 10.000 anni fa, antiche incisioni rupestri che rappresentano o che sembrano essere UFO e esseri che indossano tute spaziali.

In tutto il mondo, le culture preistoriche hanno cercato di trasmettere un messaggio attraverso l’antica arte rupestre. Indipendentemente da dove guardiamo, che sia il Nord, il Centro e il Sud America, l’Europa, l’Asia e l’Africa, le persone che vivevano sulla Terra migliaia di anni fa hanno creato arte, raffigurante ciò di cui avevano assistito durante la loro vita. Alcune di queste antiche incisioni rupestri raffigurano scene ordinarie della vita quotidiana come la caccia,  mentre altre illustrazioni sfidano la nostra comprensione della storia umana.


Se viaggiamo in India, per esempio, troveremo una serie di pitture rupestri curiose, in cui alcune immagini sembrano raffigurare “figure” che portano una sorta di armi e sono vestite con quello che molti considerano “tute spaziali”. Un gruppo di archeologi indiani ha contattato la NASA e l’Indian Space Research Agency per aiutarli a decifrare alcuni dipinti preistorici trovati nel 2014 nelle grotte di Charama nello stato centrale del Chhattisgarh. Molti di questi petroglifi di 10.000 anni rappresentano figure simili a extraterrestri e UFO come si vedono nei film di fantascienza dei nostri giorni.


L’archeologo JR Bhagat è rimasto perplesso dalle immagini, riferisce il quotidiano inglese Daily Star. “I risultati suggeriscono che gli esseri umani preistorici potrebbero aver visto o immaginato esseri di altri pianeti, qualcosa che continua a suscitare la curiosità di persone e ricercatori oggi”, hanno detto gli archeologi intervistati dal Daily Star.

JR Bhagat spiega che nella città di Charma non ci sono esperti nel campo che potrebbero aiutare a risolvere il mistero dietro le rappresentazioni curiose e che cosa voleva comunicare l’umanità antica.Il ricercatore ha spiegato che alcune parti dei disegni sono difficili da interpretare e che alcuni dei personaggi sono rappresentati da oggetti che sembrano armi.

“I dipinti sono fatti con colori naturali che non si sono molto sbiaditi nonostante gli anni. Le figure stranamente scolpite sono viste in possesso di oggetti simili ad armi e non hanno caratteristiche chiare. Soprattutto, mancano il naso e la bocca. In alcune immagini, vengono anche mostrati con tute spaziali. Non possiamo confutare la possibilità dell’immaginazione da parte degli uomini preistorici, ma gli umani di solito adorano queste cose “, ha detto Bhagat.
Il video dove vengono mostrate le antiche pitture rupestri e le figure misteriose con le tute spaziali è stato caricato sul canale YouTube The Lost History Channel  nel febbraio 2018.
 

venerdì 9 febbraio 2018

Missione Apollo 11, una fotografia rivela una Base Aliena sulla Luna

Una fotografia tratta dall’archivio on-line della missione Apollo 11, rivela quello che sembra essere una base (o avamposto) sul lato più lontano della luna. L’oggetto sembra essere sulla superficie della luna ed è ben illuminato. È simmetrico con una lunga asta separata, come se fossero corridoi uniti da due piccole sfere, una al centro ed una all’estremità.


L’oggetto è stato recentemente scoperto da uno Skywatcher che ha pubblicato la fotografia su un sito dedicato agli avvistamenti UFO (ufosightingsdaily.com). La foto AS11-41-6155 , è significativa in quanto informatori hanno affermato che la NASA, distrugge regolarmente immagini che mostrano una qualsiasi evidenza di vita aliena o di strutture artificiali sconosciute. La foto tratta dalla missione Apollo 11, non sembra essere stata modificata digitalmente in qualsiasi modo e può essere una sorprendente prova visiva della vita aliena sul lato più lontano della luna. Ecco ciò che lo Skywatcher, che per primo scoprì la foto, ha commentato la sua scoperta:

“Ho bisogno di farvi conoscere la mia scoperta, e di quello che sembra essere una sorta di Oggetto sconosciuto sul Terreno lunare o UFO, che appunto compare su una delle immagini della missione di Apollo 11. Quindi ho preso alcuni screenshot in modo da poter vedere l’oggetto in ottimi dettagli. A me sembra una sorta di tubo di cristallo con qualcosa che appare come un’antenna o un qualche tipo di arma speciale … non so cosa sia, ma non siamo in grado di capire. La prima immagine è quella originale, che mostra molto oggetti sconosciuti sulla superficie della Luna!  – JM.


L’oggetto è ben illuminato e simmetrico e sembra essere struttura artificiale di qualche tipo. Significativamente, ricercatori e personaggi legati ad ambienti NASA, si sono fatti avanti per affermare che lo stesso ente spaziale e le agenzie governative affiliate,  hanno una politica precisa, ovvero quella di distruggere o alterare le fotografie che rivelano strutture artificiali sulla luna o nello spazio.

Karl Wolfe, per esempio, sostiene che ha assistito alla rimozione di immagini relative  a strutture aliene rilevate dalla missione Apollo. La NASA, la NSA e la US Air Force cooperano per rimuovere tali immagini delle misisoni Apollo, oltre alle immagini satellitari quando queste vengono assimilate. Il Washington Times ha avuto modo di pubblicare la testimonianza dell’informatore Karl Wolf, un ex sergente dell’Air Force che è stato assegnato alla National Security Agency. Wolf ha detto che strutture misteriose,  sono state scoperte sul lato più lontano della Luna, quando gli Stati Uniti hanno effettuato la mappatura della superficie lunare prima del dell’atterraggio dell’Apollo nel 1969.


e la manomissione e distruzione delle fotografie dell’Apollo 11, oltre alle immagini satellitari della superficie della luna,  è una politica regolare attuata dalla NASA e da varie agenzie governative degli Stati Uniti.  Wolf e Johnston dichiarano che l’immagine AS11-41-6155 può essere rimasta immutata nell’oggetto che raffigura. Di sicuro, confermano i due informatori, questa immagine può essere sfuggita alla NASA ( vedi immagine sopra). La foto è molto grande (40 megabyte) e ci vuole un attento esame per scoprire l’oggetto anomalo. In conclusione, la missione Apollo 11 e l’immagine AS11-41-6155 può essere la prova, ovvero la pistola fumante, riguardante la presenza di una base aliena sul lato più lontano e oscuro della Luna.  

sabato 27 gennaio 2018

Giganti in Sardegna: verità scomode





 
Un gruppo di speleologi e ricercatori ha condotto e continua a portare avanti una difficile indagine in Sardegna, la terra dei nuraghi e delle tombe dei giganti, dove tante persone asseriscono di "aver scoperto ossa umane giganti". Questo video contiene una minima parte delle numerose interviste raccolte da Marcello Polastri, giornalista e presidente di un team speleo archeologico che nel 2007 ha pubblicato su questo tema un libro-inchiesta. In tanti hanno confessato al microfono di Polastri e davanti alla telecamera di aver visto ossa umane e scheletri giganti, di aver rintracciato nei libri la loro storia, "volutamente occultata". Ma come mai? Perchè? Stiamo cecando di scoprirlo e stiamo cercando altri reperti perchè stavolta, qualcosa, è davvero trovata! Miti e mitomani a parte, i tombaroli stanno distruggendo splendidi siti storici: contenevano forse ossa abnormi? Gli accademici sostengono che questo sia solo un mito, altri studiosi non legati alle accademie sarde affermano: potrebbe essere tutto vero! Di questo argomento si è occupata la tramissione Tv Mistero (Mediaset), la rivista nazionale Cronaca Vera e, ancor prima, Marcello Polastri ha pubblicato una dettagliata inchiesta, ponedo seri e scomodi quesiti.

fonte: Team esplorativo: http://www.sardegnasotterranea.org